Investimenti STM. Per Fiom Cgil servono certezze su acqua. No alla riduzione dei prodotti

La Fiom Cgil di Catania considera decisiva la messa in sicurezza dei 5 miliardi di euro di investimento annunciati da STMicroelectronics, ma questa può avvenire solo attraverso infrastrutture adeguate, a partire dall’approvvigionamento idrico. L’azienda d’altronde è stata chiara: senza acqua i futuro step degli investimenti non partiranno. Per questo il tema è centrale e non rinviabile.
È altrettanto indispensabile garantire l’attuale perimetro occupazionale di circa 5.300 addetti in StM con l’obiettivo di ampliarlo nei prossimi anni. La nuova produzione è fortemente legata al settore automotive, oggi in evidente difficoltà. Per la segretaria generale della Fiom Cgil di Catania, Rosy Scollo, dunque, “il nuovo investimento non può sostituire quello esistente: la progressiva uscita dalla produzione storica sul silicio rappresenterebbe un rischio industriale e occupazionale. Il portafoglio prodotti non può ridursi, tanto più se il nuovo è legato a un mercato in crisi di produzione.
Valutiamo positivamente l’interesse manifestato dal sindaco di Catania che ha partecipato all’incontro tenutosi al MIMIT, ma chiediamo un atto concreto: il sindaco sieda al tavolo con Sidra e promuova un accordo. Lo attendiamo nel mese di gennaio”.
Dopo il confronto avviato negli scorsi giorni al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, la Fiom Cgil di Catania prende dunque atto della conferma degli investimenti, ma ribadisce che senza garanzie su acqua, occupazione e prospettiva industriale di lungo periodo non è possibile esprimere una valutazione positiva complessiva. Il rischio, altrimenti, è che potremmo trovarci davanti ad un paradosso di crescite degli impianti e una riduzione degli addetti.
Nel dettaglio, l’azienda ha illustrato l’avanzamento del progetto Silicon Carbide Campus e tutti gli obiettivi subordinati alla disponibilità di risorse idriche adeguate.
“Su nostra richiesta il sindaco ha assicurato l’impegno del Comune e di Sidra di formalizzare entro gennaio 2026 il contratto da sottoscrivere e garantire le forniture idriche entro il 2026. I lavoratori attendono adesso questa conferma formale– aggiunge Scollo –. Per la Fiom questi impegni devono tradursi rapidamente in atti verificabili. Abbiamo inoltre chiesto di rimodulare i tempi di chiusura di CT6 per tutelare l’occupazione, anche alla luce delle difficoltà del mercato dell’elettronica di potenza”.






