Teatro Stabile, SLC CGIL risponde alla direzione: «Non abbiamo artisti da indicare e non chiediamo privilegi”

“La SLC CGIL non ha artisti da indicare, non chiede corsie preferenziali e non intende sostituirsi alla Direzione artistica. Chiede invece di conoscere criteri, investimenti e ricadute occupazionali delle scelte del Teatro Stabile di Catania”. Lo afferma Cristina Squillaci, segretaria provinciale SLC CGIL Catania, replicando alla Direzione dell’Ente.
“Prendiamo atto dei dati forniti su stagione, presenze e artisti siciliani coinvolti, ma il punto posto dal sindacato è un altro: quanti giorni di lavoro vengono generati, quali professionalità e maestranze sono impiegate, con quali incarichi e attraverso quali criteri. Ospitare a Catania uno spettacolo prodotto altrove non equivale a produrre a Catania, e anche le coproduzioni vanno valutate per il lavoro effettivamente realizzato sul territorio”.
Per la SLC CGIL lo stesso principio riguarda Sala Futura e i progetti internazionali, compreso “DON Q”: “Lo abbiamo già detto: non ne contestiamo il valore artistico né chiediamo spazi riservati ai siciliani. Chiediamo trasparenza sulle risorse investite, sui criteri di selezione e sulle opportunità generate. Un Teatro catanese, siciliano, nazionale e internazionale deve fare dell’apertura un’occasione di crescita anche per il sistema professionale locale”.
“Gli artisti siciliani non chiedono privilegi -aggiunge Daniele Caruso, responsabile del Dipartimento Artisti SLC CGIL Catania -ma regole trasparenti e la possibilità di competere ad armi pari”.


