Pfizer Catania, una nota sindacale rettifica la costruzione del MIMIT

FILCTEM CGIL, FEMCA CISL, UILTEC UIL, UGL Chimici e FIALC CISAL di Catania ritengono necessario rettificare con chiarezza la ricostruzione diffusa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy dopo l’incontro del 6 ottobre sulla vertenza Pfizer di Catania.

Nel comunicato ministeriale si fa riferimento alla volontà dell’azienda di proseguire gli investimenti sul sito. Quanto emerso al tavolo è però diverso: le somme indicate da Pfizer non rappresentano nuovi investimenti industriali, ma risorse destinate al mantenimento e alla manutenzione generale dello stabilimento.

Non sono stati annunciati nuovi impianti, nuove linee produttive o nuovi prodotti in grado di sostenere un effettivo rilancio dello stabilimento di Catania. Definire queste risorse come “investimenti” rischia pertanto di restituire ai lavoratori, alle istituzioni e al territorio un quadro che non corrisponde alla reale situazione illustrata durante l’incontro.

La realtà, ad oggi, resta estremamente grave: Pfizer ha confermato 330 licenziamenti, la chiusura dell’area penicillinica entro dicembre e non ha presentato alcun piano concreto di sviluppo per il sito produttivo.

L’azienda ha inoltre comunicato di avere contattato altri otto potenziali acquirenti, portando a circa settanta il numero complessivo dei soggetti interpellati, senza che sia finora emersa alcuna manifestazione di interesse.

Un dato che non può essere liquidato come una semplice coincidenza. Se circa settanta soggetti non ritengono percorribile l’acquisizione dello stabilimento di Catania, occorre interrogarsi seriamente sulle condizioni e sulle modalità con cui Pfizer sta proponendo il sito sul mercato.

Solo nel corso dell’ultimo incontro il Ministero ha chiesto all’azienda di acquisire la documentazione prodotta dall’advisor incaricato della ricerca di potenziali acquirenti, per comprendere le ragioni dei numerosi rifiuti. Una richiesta necessaria, ma che arriva con grave ritardo.

Quella verifica avrebbe dovuto essere avviata già a partire dal primo incontro del 22 luglio. Il tempo trascorso pesa oggi sulla vertenza e rende ancora più urgente un’assunzione di responsabilità da parte di tutti i soggetti coinvolti.

Il bilancio dell’incontro del 6 ottobre resta dunque segnato da pochissime luci e da molte, troppe ombre.

Il 9 ottobre si terrà al Ministero del Lavoro l’incontro tra le parti sociali sulla gestione degli esuberi. Le Organizzazioni sindacali parteciperanno in collegamento da Catania insieme alla direzione Pfizer. Nella stessa giornata sarà convocata l’Assemblea generale dei lavoratori, alla quale verrà riferito l’esito del confronto e con la quale saranno decise le successive iniziative sindacali a difesa dell’occupazione e del futuro produttivo del sito.

Il 23 ottobre, infine, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso sarà nello stabilimento Pfizer di Catania per incontrare i vertici internazionali dell’azienda.

Le organizzazioni sindacali si aspettano che quella data non rappresenti l’ennesimo passaggio interlocutorio, ma il momento nel quale vengano assunte decisioni concrete, immediate e verificabili per salvaguardare i posti di lavoro e garantire una prospettiva industriale allo stabilimento.

Su una vertenza che riguarda 330 lavoratori e il futuro di uno dei principali siti industriali del territorio non servono rappresentazioni ottimistiche: servono chiarezza, responsabilità e soluzioni.

Le Segreterie territoriali di Catania
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