Call center Mics: dopo la riuscita protesta di stamattina davanti alla sede Enel inviata una lettera al Ministero.

Dopo la riuscita manifestazione di protesta di stamattina davanti alla sede Enel di viale Ulisse a Catania,
le lavoratrici e i lavoratori del call center Mics di Motta Sant’Anastasia hanno affidato ai rappresentanti di SLC-CGIL e UILCOM-UIL di Catania l’invio di una lettera urgente alle istituzioni per chiedere un intervento immediato a tutela dei dipendenti.
La nuova proprietà aziendale, a oltre un anno dall’acquisizione, continua a ritardare il pagamento degli stipendi: non è ancora stata corrisposta la mensilità di luglio e restano forti timori per la tenuta di più di 200 posti di lavoro. Nella lettera firmata da Gianluca Patanè (Slc Cgil Catania) e Gaetano Cristaldi (Uilcom Uil Catania), e inviata al Ministero del lavoro, al MIMIT, ad Enel, alle segreterie nazionali di Slc, Fistel e Uilcom e ai commissari straordinari della vecchia proprietà, viene denunciata una gestione aziendale segnata da ritardi cronici nei pagamenti, mancato versamento dei contributi previdenziali e un piano di esodi incentivati mai rispettato. L’accordo di aprile, che prevedeva l’uscita volontaria di 20 lavoratori con incentivi e TFR rateizzati, è rimasto lettera morta: nessuna rata è stata erogata, nonostante i verbali di conciliazione abbiano valore esecutivo.
Sul fronte degli stipendi, la situazione non è migliore: le retribuzioni arrivano a singhiozzo, a rate e con modalità definite dai sindacati “discriminatorie”. Le spettanze di luglio, inoltre, non risultano ancora liquidate a tutti i dipendenti, aggravando il clima di tensione interna.
A infiammare ulteriormente la vertenza, il tentativo di cessione del ramo d’azienda legato alla commessa ENEL. Il 22 agosto MICS ha comunicato l’affitto del ramo a TEXTRON HD S.r.l., una società neonata (costituita il 14 agosto, capitale sociale 10mila euro, di cui solo 2.500 versati) riconducibile direttamente alla famiglia Salmoiraghi. Secondo i sindacati si tratta di “un’operazione priva di credibilità industriale” che rischia di mascherare licenziamenti e smembrare definitivamente l’azienda.
Le sigle sindacali chiedono tre misure urgenti, e cioè blocco immediato della cessione del ramo a TEXTRON HD S.r.l., ritenuta in violazione della clausola sociale; blocco delle spettanze arretrate e delle somme dovute ai lavoratori in esodo; apertura di un tavolo istituzionale per garantire continuità alla commessa ENEL e salvaguardare i posti di lavoro a Catania. Il tono della lettera è durissimo: si parla di un “ennesimo stupro al territorio”, con la richiesta di un intervento autorevole da parte di Ministero del Lavoro, MIMIT e ENEL per evitare un disastro sociale ed economico. La vertenza MICS diventa così l’ennesimo simbolo della fragilità del tessuto produttivo siciliano.


