Unificazione dei teatri di Palermo e Catania? La Slc Cgil denuncia rischio di scippo culturale e tagli al personale 

“Unificare il Teatro Stabile di Catania con quello di Palermo? Non vogliamo subire scippi culturali e possibili tagli al personale”. 

La Slc Cgil di Catania esprime profonda preoccupazione in merito alle recenti dichiarazioni rilasciate dal direttore del Teatro Biondo di Palermo, Valerio Santoro, circa un’ipotesi di creazione di un Teatro Nazionale che unificherebbe il Teatro Biondo di Palermo e lo storico Teatro Stabile di Catania. Per questo il sindacato chiede  un incontro con la governance del Teatro Stabile di Catania e con il sindaco Enrico Trantino, “per conoscere le reali intenzioni e le strategie future che riguardano una delle istituzioni culturali più rappresentative della città”.

Per la Slc Cgil “la cultura non si taglia né si accorpa per convenienza gestionale e Catania non può subire un ennesimo scippo culturale”.

Per il segretario generale della Slc Cgil etnea, Gianluca Patanè “questa prospettiva è inaccettabile per più motivi, culturali e sindacali. – dice- I due teatri hanno radici, storie e identità profondamente diverse. Lo Stabile di Catania rappresenta un pilastro culturale autonomo e riconosciuto a livello nazionale, con una tradizione e una scuola che affonda le sue origini nella figura di Giovanni Grasso, Angelo Musco, ma anche dei successori Turi Ferro, Leo Gullotta, Donatella Finocchiaro. Pensare a un’unione con il teatro palermitano significherebbe, nei fatti, trasformare Catania in una succursale di Palermo, con un inevitabile ridimensionamento della sua autonomia culturale. La creazione di un unico ente nazionale, inoltre, comporterebbe quasi certamente tagli al personale interno, precarizzazione dei rapporti di lavoro e una razionalizzazione delle risorse che colpirebbe ancora una volta i lavoratori del settore culturale, già fortemente penalizzati da anni di tagli e sottofinanziamenti”.

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