Truffe in crescita, la risposta è la prevenzione: Spi, Cgil e associazioni puntano sulla formazione finanziaria

L’educazione finanziaria come strumento di libertà, autonomia e tutela del risparmio per tutti, soprattutto per i più anziani. Da qui è partito il confronto che si è svolto questa mattina nel salone Russo con l’iniziativa “Blocca le frodi. Ora! Educazione finanziaria – Difendere il proprio futuro dalle frodi”, promossa da Spi Cgil Catania, Cgil Catania e Federconsumatori Catania.
A indicare subito la direzione del dibattito è stata la segretaria generale dello Spi Cgil Catania Giuseppina Rotella. “In una società che vede l’allungamento della vita media, – ha detto- iniziative come quella dello Spi Cgil hanno il merito di riportare il focus sui diritti di chi non è più giovane per garantire che gli anziani non siano un fanalino di coda ma soggetti che partecipano a pieno titolo in questa società”. Rotella ha inoltre sottolineato il significato più profondo dell’accesso consapevole agli strumenti finanziari e digitali: “Garantire l’accesso a tecnologie e strumenti finanziari, in questo contesto diventa fattore di autonomia e di dignità, facendo dell’anziano soggetto attivo e non passivo e quindi bersaglio di potenziali truffe”.
L’iniziativa, presieduta dal segretario generale della Cgil Catania Carmelo De Caudo che ha sottolineato come l’educazione finanziaria “sia oggi una vera forma di tutela sociale, soprattutto per le persone più esposte ai rischi delle frodi”, nasce con l’obiettivo di rafforzare la consapevolezza e la prevenzione contro le frodi finanziarie, un fenomeno in costante crescita che colpisce in particolare le persone più esposte e vulnerabili, tra cui molti pensionati. Tra gli interventi introduttivi anche quello della segretaria confederale della Cgil Catania Valentina Di Magro, che ha delineato la dimensione del fenomeno e le sue implicazioni sociali.
“I numeri parlano chiaro: questo fenomeno criminale è in crescita costante in Italia, con decine di migliaia di vittime ogni anno”, ha spiegato, sottolineando come la digitalizzazione dei servizi bancari abbia ampliato l’accesso ma anche i rischi.
La tecnologia, ha ricordato, non è sufficiente da sola a contrastare il fenomeno: “Le organizzazioni criminali che operano nel campo delle truffe online hanno sviluppato negli ultimi anni una capacità sofisticata di manipolazione psicologica delle vittime”. Per questo il contrasto alle frodi deve fondarsi su tre pilastri: rafforzamento dei sistemi tecnologici, cooperazione tra istituzioni e, soprattutto, educazione finanziaria diffusa.
Un contributo operativo è arrivato dal presidente di Federconsumatori Catania, Salvatore Nicosia, che ha illustrato la guida “Fatti due conti”, realizzata insieme allo Spi Cgil, e le attività di formazione rivolte agli anziani. “La pianificazione e la gestione delle proprie risorse economiche non possono prescindere,in particolare nella popolazione anziana, da una educazione finanziaria mirata, accompagnata da una adeguata informazione e formazione sulle potenziali truffe online”, ha spiegato.
Il lavoro sul territorio coinvolge anche i volontari del servizio civile impegnati nel progetto “Sicuri nell’età dell’informazione”, che producono materiali informativi e indicazioni pratiche per riconoscere tentativi di frode attraverso email, SMS o telefonate. “Phishing, spoofing e quant’altro sono i nuovi vocaboli che devono far parte del vocabolario di un anziano”, ha aggiunto Nicosia.
Nel corso dell’incontro sono intervenuti anche Paolo Inturri, dottorando di ricerca in diritto costituzionale, e la sociologa Simona Gozzo.
Il segretario generale della Cgil Sicilia Alfio Mannino ha richiamato la dimensione sociale del problema.
“In una società che vede l’allungamento della vita media, e nella quale la propensione all’individualismo e alla disgregazione relega gli anziani e le anziane in una condizione di solitudine se non di abbandono”, ha affermato, iniziative come quella promossa dallo Spi Cgil diventano fondamentali perché “riportano il focus sui diritti di chi non è più giovane”.
Per Mannino, l’accesso agli strumenti tecnologici e finanziari è condizione essenziale per evitare nuove forme di esclusione: “Garantire l’accesso a tecnologie e strumenti finanziari diventa fattore di autonomia e di dignità”.
Le conclusioni sono state affidate alla segretaria generale dello Spi Cgil nazionale Tania Scacchetti: “L’informazione e la conoscenza nel campo dell’educazione finanziaria sono decisive per proteggersi dal rischio delle frodi ma anche per migliorare la capacità di tenuta del proprio potere d’acquisto”, ha affermato.
Scacchetti ha inoltre sottolineato gli effetti sociali che spesso accompagnano le truffe: “Sulle frodi finanziarie pesano tantissimo la disinformazione ma anche la solitudine, lo stigma e il senso di vergogna che spesso colpiscono le vittime”. Per questo, ha concluso, il ruolo delle organizzazioni sociali è fondamentale: “Abbiamo il dovere e il compito di non lasciare sole le persone, di informarle e di trovare percorsi che le mettano in condizione di avere strumenti adeguati per la gestione del proprio reddito”.








