Caso Conmar, è di nuovo stato di agitazione. La 3Sun non rispetta gli impegni con i 100 lavoratori

Nonostante gli impegni pubblicamente assunti da 3Sun, è di oggi la notizia che gli oltre 100 dipendenti della Conmar, azienda in appalto, hanno ricevuto ancora una volta lo stipendio in ritardo. Analogo trattamento è toccato ai lavoratori somministrati, che da tempo vivono in uno stato di incertezza e precarietà.
A conferma di ciò, la stessa Conmar ha dichiarato che gli impegni economici da parte di 3Sun sono stati rispettati solo parzialmente e con ritardo rispetto agli accordi, compromettendo di conseguenza la possibilità di garantire la regolare retribuzione dei propri dipendenti. La stessa azienda, con estrema preoccupazione, ha già preannunciato l’impossibilità di garantire i prossimi pagamenti di stipendi e contributi.
Per queste ragioni, Fiom Cgil e Nidil Cgil di Catania proclamano sin da subito lo stato di agitazione di tutti i lavoratori coinvolti e annunciano che nelle prossime ore saranno avviate le necessarie iniziative di mobilitazione.
Lo scorso 16 maggio, le organizzazioni sindacali avevano sospeso una protesta proprio sulla base degli affidamenti resi dalla committente 3Sun, che si era formalmente impegnata a risolvere i pagamenti pregressi, consentendo così alla Conmar di adempiere ai propri obblighi economici verso dipendenti e fornitori. Tuttavia, quanto promesso non ha trovato riscontro nei fatti.
“Riteniamo questo comportamento irresponsabile, gravemente lesivo dei diritti dei lavoratori e in contrasto con gli obiettivi delle misure europee e nazionali che, negli anni, hanno permesso a 3Sun di beneficiare di ingenti risorse pubbliche -dichiarano Rosi Scollo, segretaria generale di Fiom Cgil Catania, e Giuseppe Campisi, del Nidil Cgil Catania- È inaccettabile che un’azienda beneficiaria di fondi pubblici generi instabilità economica nel proprio indotto. Le lavoratrici e i lavoratori della Conmar, che già nei mesi scorsi hanno dovuto fare i conti con il mancato versamento degli stipendi, vedono oggi rinnovare il proprio disagio così come gli addetti in somministrazione, abbandonati da tempo in una condizione di instabilità e abusi contrattuali. Il tempo delle promesse è finito. È ora di agire concretamente per tutelare lavoro, dignità e futuro”.


