Intelligenza artificiale e lavoro, parte l’indagine della Cgil Catania

Questionari nei luoghi di lavoro e compilazione anche online per capire, partendo direttamente dalla voce di lavoratrici e lavoratori, quanto intelligenza artificiale, automazione e nuove tecnologie stiano già cambiando mansioni, ritmi, competenze e organizzazione del lavoro. È partita da qui l’indagine territoriale promossa dalla Cgil di Catania, che nelle prossime settimane raccoglierà esperienze e valutazioni nei diversi settori produttivi del territorio.
Al centro della rilevazione c’è un questionario anonimo che punta a fotografare non soltanto la diffusione di intelligenza artificiale, robotica, algoritmi e strumenti digitali, ma soprattutto le conseguenze concrete del loro utilizzo nella quotidianità lavorativa. Le domande riguardano l’organizzazione e i carichi di lavoro, l’autonomia professionale, la formazione e la sicurezza, ma anche l’impiego di sistemi di controllo digitale e i nuovi rischi collegati alla trasformazione tecnologica.
L’indagine affronta anche l’eventuale aumento dello stress, la necessità di acquisire nuove competenze, gli effetti sulla salute e sulla sicurezza, la trasparenza degli algoritmi utilizzati dalle aziende e il timore che alcune attività o mansioni possano essere progressivamente sostituite dall’automazione.
«Con questa indagine vogliamo provare a capire cosa sta realmente accadendo dentro i luoghi di lavoro, andando oltre le discussioni generali sull’intelligenza artificiale e partendo invece dall’esperienza concreta delle persone», dichiara Carmelo De Caudo, segretario generale della Cgil di Catania.
«È un’esperienza che riteniamo tra le prime di questo tipo in Italia e che può fornirci elementi molto utili non soltanto per leggere i cambiamenti in corso, ma anche per costruire nuovi strumenti di intervento sindacale e contrattuale. Se tecnologia e automazione modificano tempi, mansioni, competenze, produttività e organizzazione del lavoro, – continua De Caudo- il sindacato deve essere nelle condizioni di comprenderne fino in fondo gli effetti e di intervenire prima che questi processi vengano semplicemente subiti».
Un altro capitolo del questionario riguarda infatti il ruolo delle lavoratrici e dei lavoratori nelle scelte tecnologiche delle aziende. La Cgil vuole verificare quanto chi lavora venga coinvolto nell’introduzione di nuovi strumenti, quali percorsi di formazione vengano messi a disposizione e quali garanzie accompagnino i processi di automazione.
Sul tavolo ci sono anche la tutela dell’occupazione e la redistribuzione degli eventuali incrementi di produttività generati dalle nuove tecnologie. Temi che, secondo il sindacato, dovranno entrare sempre più nella contrattazione per evitare che l’innovazione venga gestita esclusivamente come un processo organizzativo aziendale, senza un confronto sui suoi effetti sulle condizioni di lavoro.
La raccolta dei questionari proseguirà nelle prossime settimane. I dati saranno successivamente elaborati e i risultati dell’indagine verranno presentati a novembre.


