Zona industriale di Catania: l’ennesimo incendio certifica uno stato di abbandono inaccettabile

La Fiom Cgil di Catania denuncia con fermezza lo stato di grave abbandono in cui versa la zona industriale della città, emerso ancora una volta in tutta la sua drammaticità con il gravissimo incendio verificatosi nella notte appena trascorsa in un’area adiacente allo stabilimento ST Microelectronics, che ha costretto l’azienda a evacuare i lavoratori per ragioni di sicurezza.
“Si tratta del terzo incendio registrato dalla scorsa estate a oggi. Un dato che non può più essere liquidato come una casualità. – dice la segretaria generale della Fiom etnea, Rosy Scollo– Le cause del rogo di stanotte non sono ancora state chiarite: sappiamo soltanto che l’incendio è partito da un centro estetico situato nelle immediate vicinanze di un’area industriale strategica. Le aziende subiscono danni diretti e indiretti, i lavoratori vengono esposti a rischi inaccettabili, la continuità produttiva viene compromessa. La zona industriale è inoltre poco illuminata, priva di adeguati sistemi di sorveglianza, senza infrastrutture di prevenzione e gestione delle emergenze degne di questo nome. Mancano parametri basilari di sicurezza che dovrebbero essere scontati in un’area che ospita imprese strategiche e migliaia di lavoratori. In queste condizioni, parlare di attrazione di nuovi investimenti a Catania suona semplicemente irrealistico.
A rendere il quadro ancora più paradossale è un dettaglio che non può essere ignorato: l’incendio si è sviluppato mentre pioveva. Un simbolo amaro di una città in cui, quando piove, tutto si blocca e si allaga, dal centro storico alla stessa zona industriale, senza che questo impedisca il verificarsi di eventi potenzialmente devastanti come un incendio notturno”.


